Monday, January 19, 2009

Il sogno di Obama nel giorno di Luther King: grande festa e nuovo stile di vita

di Anna Guaita
WASHINGTON (19 gennaio) - Il cielo è coperto, l’umidità entra nelle ossa, il termometro è sottozero. Ma la folla che fin dalle primissime ore del mattino è stata pazientemente in fila ai cinque cancelli di ingresso, sottoponendosi ai rigidi controlli di sicurezza, sembra indifferente alla stanchezza, al freddo, al grigiore.

Nel Mall, l’immensa spianata nel cuore di Washington che funge da ”piazza d’America”, c’è un’aria di allegria, come raramente la severa capitale americana ha respirato dacché l’undici settembre ha contribuito a creare un senso di perenne insicurezza. Non che la gente abbia dimenticato che l’America ha tanti nemici, ma qui, oggi, è venuta a festeggiare l’uomo che li ha convinti a credere nella possibilità di una nuova primavera.

Ai piedi del Monumento di Abraham Lincoln, lo stesso posto dove 45 anni fa Martin Luther King tenne il suo più famoso discorso sull’eguaglianza - I had a dream, ”Ho fatto un sogno” -, i nomi più illustri dello spettacolo e della musica hanno cantato e recitato versi e brani storici, per dare il benvenuto al primo presidente di colore. Bruce Springsteen, il menestrello della classe operaia, Beyoncè, la dea dei giovani, Stevie Wonder il re del rhythm & blues, si sono alternati ad attori come Tom Hanks, Denzel Washington, Forest Whitaker, e ad esponenti di colore come il figlio di Martin Luther King e il grande golfista Tiger Woods. Ognuno ha accolto la richiesta di Barack Obama, e invece di pescare nel repertorio più famoso e facile, ha scelto canzoni impegnate e brani della storia americana e dei documenti della Repubblica, per contribuire al tono gioioso delle celebrazioni senza nulla togliere alla sua solennità.

Ieri, prima di passare a salutare i concittadini giunti da ogni angolo d’America e riuniti al concerto sul Mall, Obama e Michelle erano stati in chiesa. E per le loro preghiere della domenica avevano scelto una chiesa battista tra le più impegnate nel Paese nella lotta alla povertà. La coppia presidenziale non ha deciso se questa resterà la sua chiesa negli anni a venire, ma ha confermato che ne avrà una e che la frequenterà con regolarità. Allo stesso modo, Barack e Michelle hanno già fatto capire che non vivranno rinchiusi alla Casa Bianca, come fanno alle volte i presidenti, ma vivranno nella città e andranno fuori a cena (lo hanno già fatto due volte da quando sono arrivati, il 5 gennaio) e faranno visita ad amici e alleati. Obama insomma vorrebbe imporre un cambiamento di stile non solo al livello della politica e dell’economia, ma anche della vita quotidiana. E difatti ha condotto un vero braccio di ferro con il servizio di sicurezza che voleva togliergli il Blackberry, il cellulare, e che lui ha ottenuto di conservare per rimanere in contatto con i collaboratori e la base.

Oggi, Obama insieme a Michelle darà un altro segnale del cambiamento che spera di portare nel Paese, offrendo delle ore di lavoro volontario: la giornata di oggi, in cui si celebra l’anniversario della nascita di Martin Luther King, è stata dedicata a livello nazionale all’impegno e al volontariato, e milioni di persone hanno firmato un documento in internet in cui si sono impegnate a «rinnovare l’America insieme» e a fare del volontariato anche nel resto dell’anno.

Domani Barack giurerà fedeltà alla Costituzione, terrà il suo discorso di insediamento e poi andrà a installarsi alla Casa Bianca, da dove George Bush e Laura saranno usciti la mattina presto, per tornare nel loro Texas. E così comincerà il vero lavoro di presidente. Sappiamo già che Barack lavorerà sin dal primo giorno, come aveva promesso in campagna elettorale, anche se i balli e le feste di martedì sera si protrarranno probabilmente fino all’alba. I suoi collaboratori entreranno alla Casa Bianca già martedì pomeriggio, e mercoledì mattina, dopo una messa solenne, Obama ha convocato nello Studio Ovale i ministri dell’economia e della politica estera e della sicurezza. Al centro del suo primo giorno come 44esimo presidente ci saranno l’economia e le iniziative del pacchetto di stimolo, la guerra in Iraq e la situazione in Palestina. I suoi elettori sperano che Obama manterrà l’impegno di avviare al più presto il ritiro dall’Iraq: «Nel mio primo giorno da presidente - aveva detto a luglio -, chiamerò i capi degli Stati Maggiori e darò loro una nuova missione: finire in modo responsabile e decisiva questa guerra».

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L’insediamento di Barack Obama, evento mediatico che esalta lo spirito americano

Martedì alle 12 giura come 44esimo presidente posando la mano sulla Bibbia di Lincoln sorretta dalla moglie

WASHINGTON - «Sarà una celebrazione non solo del presidente, ma del popolo americano, dello spirito americano». Così, nel consueto discorso radiofonico del sabato, Barack Obama ha definito l’Inauguration Day, l’attesissima cerimonia del suo insediamento alla Casa Bianca.

BIBBIA DI LINCOLN - Martedì alle 12 - dopo la passeggiata con George Bush dalla Casa Bianca a Capitol Hill - giurerà come 44esimo presidente degli Stati Uniti, rinnovando una tradizione che ha 220 anni. Posando la mano sulla Bibbia che Lincoln usò nel 1861, sorretta dalla moglie Michelle, prometterà di fare del proprio meglio per «preservare, proteggere e difendere la Costituzione degli Stati Uniti», assumendo così a pieno titolo i poteri di presidente. Obama pronuncerà le 35 parole di giuramento previste dall’articolo 2 della Costituzione di fronte al presidente della Corte Suprema John Roberts, concludendo con ogni probabilità, come i suoi predecessori, «so help me God» (che Dio mi aiuti). Anche se l’Inauguration Day segue un cerimoniale sopravvissuto al tempo, molte tradizioni sono sparite. Come il cappello a cilindro presidenziale: l’ultimo a indossarlo fu John F. Kennedy. A seguire, il primo discorso ufficiale.

IL PILOTA-EROE - Tra gli invitati alla cerimonia dell’insediamento c’è anche un neo-vip: il pilota-eroe protagonista dello spettacolare ammaraggio nell’Hudson di pochi giorni fa, insieme a quattro membri dell’equipaggio sono stati invitati alla cerimonia dell’insediamento di Barack Obama. «Il pilota Chesley Sullenberger sarà elogiato da Obama per la sua eroica condotta e anche il resto dell’equipaggio è invitato» ha detto un portavoce del presidente eletto.

«TUTTO È POSSIBILE» - I festeggiamenti sono già cominciati in grande stile, con il mega concerto in suo onore al Lincoln Memorial in cui hanno cantato Bruce Springsteen, U2 e Beyoncé, Stevie Wonder. L’America è divisa tra l’eccitazione per il primo presidente nero e l’ansia per un Paese invischiato in due guerre e nel mezzo di una delle peggiori crisi economiche di sempre. Obama ha sottolineato la difficoltà e la profondità delle sfide che si trova davanti, ma si è detto ottimista: «Non c’è dubbio che la nostra strada sia lunga, che la nostra salita sia ripida. Ma non dimenticate che il vero carattere della nostra nazione si rivela nei momenti più duri. Negli Stati Uniti tutto è possibile».

FESTEGGIAMENTI COSTOSI - Ma la grandiosità ha un prezzo e si calcola che i festeggiamenti dell’Inauguration Day costeranno tra i 100 e i 150 milioni di dollari, tra spese per la sicurezza, approvvigionamenti, il viaggio in treno da Filadelfia a Washington e le star invitate (anche se gira voce che qualcuno si sia esibito gratis). Il Presidential Inaugural Committee, il comitato che fa capo al presidente e al vicepresidente eletti, ha reso noto di aver raccolto circa 41 milioni di dollari per coprire gli eventi di sua competenza: dal viaggio in treno da Filadelfia a Washington, che ha aperto la quattro giorni di celebrazioni alle feste musicali che si terranno in città. Per garantire che tutto si svolta regolarmente è stato arruolato un piccolo “esercito”. Gli uomini e i mezzi addetti alla sicurezza impegnati su Washington e dintorni sono oltre 42mila, con un costo complessivo di almeno 78 milioni di dollari. Anche le spese della parata fanno capo al Presidential Inaugural Committee. La parata è curata in ogni dettaglio, con tanto di progetti scenografici e prove generali. Facendo uno strappo a una tradizione quasi trentennale, sono stati eliminati i fuochi d’artificio.

LE DIRETTE TV - Anche l’Italia dedica grande attenzione alla cerimonia di insediamento, con la diretta de La7 (dalle 7.45), uno speciale su Raitre (dalle 18). Su Sky Tg24 diretta non-stop dalle 7 a mezzanotte. Anche Napoli festeggerà l’evento con centinaia di palloncini con i colori della bandiera statunitense e una colomba, simbolo della pace, che voleranno nel cielo di piazza del Plebiscito alle 10.30.

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